Non ne hai bisogno finché ne hai bisogno

di Lucrezia Testa Iannilli

Da quando è stato pensato il mondo post covid come luogo non più sociale, non più sicuro, è la prima volta che incespichiamo in negozi d’armi da fuoco svuotati, metafora dell’ultima antropologia umana. Ci sono gli scaffali denudati, locali tipici da sempre stipati di armi ma mai “presi d’assalto” dai clienti. E ora la merce non c’è più. Acquistata dai cittadini, anche quelli fuori dai target interessati alle armi.

Queste rosee mani della porta accanto che hanno comprato mi sconcertano.

Lo spavento è un vuoto, l’inatteso è un vuoto, un fucile puntato come reazione istintiva e folle alla pandemia e alle prime imposizioni di auto isolamento da parte del governo, è un vuoto. La sfiducia nei politici che porta la gente a pensare che si dovrà difendere da sola è una reale e inquietante dimensione del vuoto. Un vuoto che sembra scimmiottare tweet Trumpiani pro auto-difesa: Non ne hai bisogno finché ne hai bisogno.”

l. t. i.

Esposta durante
Tecnica Fotografia, stampa fine art su carta baritata. 1/9
Dimensioni 100 x 70 cm
Anno 2020

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