Mostri dalla terra profonda

di Camilla Alberti

La pittura ha seguito il flusso di una riflessione sul nostro modo di stare-al-mondo durante questo momento, in cui le mura di casa sono diventate veri e propri confini, mentre il mondo fuori dalla finestra tende verso la rigenerazione. Il quadro, infatti, rielabora il ricordo di uno stagno paludoso, ultimo frammento di natura vissuto prima dell’inizio delle misure restrittive indette contro il Covid-19.

In un momento in cui lo spazio intimo di casa è ormai un avversario e la percezione del tempo si fa sempre più un’estraneazione, dipingere è stato il mio rituale quotidiano per reagire inscrivendo ogni mia azione in un flusso temporale non accelerato, ma sincrono al mondo. La palude è il simbolo di questa sincronia, dove tutto pare immobile perché succede al di fuori del tempo umano. Una staticità apparente nella quale si nasconde un ecosistema complesso che rigenera continuamente la morte con la vita. Uno spazio dove la terra è profonda e l’ibridazione necessaria. Un habitat adatto alle creature Ctonie di cui D. Haraway racconta in Chthulucene. “Mostri” antichi, ibridi interspecie portatori di un modo differente di stare-al-mondo; ora più utile che mai.

c.a.

Esposta durante
Tecnica Acrilico su tela
Dimensioni 100 x 80 cm
Anno 2020

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