a cura di

Raffaella Colace

La vita è ‘respiro’, il respiro che in vari sensi la pandemia ci ha tolto. Che cosa, più del mare, con il suo moto perenne, con le sue acque ora placide ora tempestose, può simboleggiare, evocare quel respiro? In questo momento di speranza la visione del mare ci affranca dalle fatiche e dallo smarrimento in uno slancio appagante verso l’infinito e la natura. La mostra riunisce sette artisti che, attraverso dipinti e fotografie, hanno raccontato il mare, secondo diverse declinazioni e sensibilità. Per quanto riguarda la pittura, i protagonisti sono Lorenzo Sperzaga, cremonese trapiantato a Savona, che ritrae onde bianche e spumose con pennellate vivide e smaltate di matrice surrealista, Giovanna Lui, bolognese, che ci offre visioni rarefatte di creature marine e umane sott’acqua, Francesco Santosuosso, milanese, i cui mari spessi di materia e intrisi di luce sfociano nell’astrazione informale, divenendo anche scenario di drammi umani di grande attualità. Per la fotografia, Monica Carrera di Orzinuovi ‘ricama’ le increspature del mare quali effimeri confini a cui la mobile vastità dell’acqua si sottrae, Marco Rigamonti, piacentino, coglie nei suoi scatti la trasfigurazione di medesimi luoghi della Costa Azzurra nel passaggio dall’estate all’inverno, mentre il cremonese Mauro La Rosa inquadra il mare in ripide prospettive da spiagge ampie e disabitate, sotto cieli gravidi di nubi; Arturo delle Donne (Parma), infine, porta in galleria cinque “Racconti di mare” ispirati a miti della letteratura e della leggenda che prendono vita su set scenografici creati ad hoc per poi essere fotografati con risultati di grande suggestione.

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