La Carne e l’Anima

01/10/2022 - 29/10/2022

a cura di

Raffaella Colace

In collaborazione con ISORROPIA HOMEGALLERY

Il titolo dell’esposizione, attinto dalla letteratura e dalla cinematografia, mette immediatamente a fuoco i motivi conduttori di un percorso artistico che, sperimentando e snodandosi nel tempo attraverso soggetti e tecniche diversi, sempre si muove entro lo spazio dell’umano sentire, a partire dal ritratto, al quale Gabriele Colletto si dedica nella sua prima fase artistica. La forza penetrante con cui egli si ‘addentra’ nell’effigiato lo conduce nel tempo a sfaldare il colore disgregando le forme e i volti, volti non più e non solo di persone a lui contemporanee, parte del proprio vissuto, ma presi in prestito da dipinti antichi, quasi che il tempo si allargasse ad un ‘senza tempo’, ad un’umanità tutta, trasversale ai secoli, agli usi e ai costumi. È così che nei quadri dell’artista rivivono, a partire dal 2015, la ritrattistica e la pittura di genere di Sei e Settecento, restituite attraverso una condotta pittorica istintiva ed espressiva il cui filo conduttore è la forza del colore – spesso e volentieri il rosso nelle sue diverse gradazioni. In questo viaggio nel tempo Colletto, allargando negli anni più recenti la sua sfera di interesse al di là del ritratto, assume la regia di scene in cui la memoria dell’antico è talora proiettata in una dimensione onirica, a volte dissacrante e irriverente, dove personaggi bizzarri assumono le sembianze più strane o abitano contesti surreali. In questa fase entra preponderante nella produzione dell’artista il soggetto della carne, tema molto frequentato nella pittura dal ‘500 in poi con macellai al bancone, nature morte, buoi squartati, prosciutti succulenti su tavole imbandite. Nell’arte, dai secoli passati fino ai giorni nostri, la carne è intesa come evocatrice ­­di vita e di morte, simbolo di sofferenza e di sussistenza, oggetto del desiderio. Colletto rimescola questi spunti, attualizzandoli, senza un intento didascalico, etico o moraleggiante che sia, ma affidando tutto alla forza delle immagini. Un approccio emotivo, più sensistico che intellettuale.

    Richiedi informazioni

    Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi