a cura di

Francesco Mutti

La mostra COSPLAY avrebbe dovuto aprire i battenti nei primi giorni di marzo 2020 quando, purtroppo, l’Italia e poi il mondo intero sono sprofondati nell’incubo della pandemia da COVID-19, evento drammatico che ha sconvolto la vita di ognuno. Per cautelarci ci siamo rinchiusi nelle nostre case, divenute fortezze, mentre, per affrontare il mondo esterno, siamo stati costretti ad indossare ogni giorno una maschera, vera, reale, gravosa. Abbiamo sperimentato il peso dell’anonimato e della claustrofobica sensazione dell’aria appesantita dal nostro respiro provando cosa significa celare davvero la propria identità e nascondersi agli occhi degli altri, per proteggere la nostra vita, quella di chi ci è caro e quella anche di chi ci è del tutto sconosciuto, senza fare alcuna distinzione.

In quest’ottica si colloca la nuova apertura di COSPLAY che, sull’idea del mascheramento, aveva da dire molto già prima della quarantena e che, adesso, ha la possibilità di fornire alla città di Cremona un importante segnale di rinascita.

La mostra, curata da Francesco Mutti in collaborazione con il DAV – Dipartimento di Arti Visive di Soresina (CR) e con il Comune di Cremona, inaugura sabato 19 settembre 2020 presso la Galleria Il Triangolo di Cremona con una apertura continuata dalle 11 alle 20. Nell’occasione saranno presenti il curatore e gli artisti: Chicco Chiari (Massa, 1975), Massimiliano Roncatti (Firenze, 1986), Stefano Ruggia (Massa, 1960) e Alberto Setti (Carpi, 1966), Costanza Vaccaro (Firenze, 1995).

Attraverso tecniche differenti (pittura digitale, fotografia creativa, scultura e installazione), essi daranno corpo all’indagine sull’idea di mascheramento che la società da sempre porta con sé, rivelando il carattere antropologico del celarsi dietro uno schermo ora protettivo ora rafforzativo.

Oltre ad essere un progetto di sensibilizzazione su talune specifiche dell’essere umano, sulla sua condizione di appartenenza a contesti sociali inclusivi o meno, COSPLAY è però anche un progetto artistico sulla leggerezza, sulla spensieratezza, sul ricordo delle ore più liete della fanciullezza trascorse nel fantasticare di mondi sconosciuti, di eroi, come quelli dei fumetti o delle saghe cinematografiche. In questo senso la mostra avrà modo di raccontare ciò che è accaduto alla società di cui facciamo parte negli ultimi cinquant’anni con il sorriso sulle labbra ed al contempo fornirà gli strumenti utili per una riflessione più profonda sull’idea di travestitismo e delle sue diverse facce.

L’unità di intenti tra il Triangolo e il DAV – Dipartimento di Arti Visive di Soresina permette la creazione di un patto sinergico in merito all’arte contemporanea che, nell’occasione di questo evento, vede anche il significativo apporto del Comune di Cremona.

 

Il catalogo è scaricabile qui

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