Monica Carrera

Orzinuovi (BS), 1979

Monica Carrera nasce a Orzinuovi (Bs) nel 1979 e si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti NABA Brescia (ora Accademia S. Giulia) nel 2002. I primi lavori indagano il rapporto tra la sfera privata e la sfera pubblica, interesse poi sfociato in una tesi di studio su Auguri Monica, esperienza di arte relazionale condotta l’anno precedente con S. Boccalini, M. Scotini, P. Almeoni presso la Galleria Bordone a Milano. Nel periodo di studio diverse sono le esposizioni e le partecipazioni a progetti collettivi di natura pubblica e relazionale: tra le collaborazioni più significative quella con Wurmkos -concretizzatasi nella mostra Tana.  Nel frattempo in Accademia si forma un ristretto gruppo di studenti che opera sotto al guida del Prof. P. Almeoni, realizzando progetti collettivi che riflettono sulla dimensione relazionale e pubblica. Accanto al lavoro condiviso rimane viva la produzione individuale che si concentra sul tema del corpo, spesso partendo dal dato biografico. Il gruppo si scioglie nel 2004. Quelli che seguono, sono anni di sperimentazione e studio che porteranno all’individuazione di una ricerca personale e del ciclo di mostre Per Non Morire realizzate a Brescia e che riflettono sulle motivazioni e sull’urgenza del fare artistico. Sempre l’interesse rivolto al processo spinge all’ideazione con Francesca Damiano di Case Sparse progetto di residenza per artisti e valorizzazione territoriale, condotto a Malonno a partire dal 2012. In questo ambito numerose sono le collaborazioni con istituzioni (Distretto Culturale della Valle Camonica, Politecnico di Milano, Regione Lombardia), spazi espositivi in Italia e all’estero (AplusB a Brescia, O’ a Milano, GlogauAIR e Archive Books a Berlino), artisti e curatori nazionali e internazionali. Il progetto prevede la realizzazione collettiva di un parco di arte natura -a cui ciascun artista contribuisce con un lavoro- che si dipana tra il centro e le aree boschive di Malonno. Ogni anno il processo di ricerca dei singoli artisti viene condiviso con gli spazi espositivi partner, sia durante il suo farsi, sia in una mostra che è la restituzione finale di tutta l’esperienza. Tra queste ricordiamo Where is the familiar? Malonno seeks for a sister city curata da Marta Ferretti nel 2014 e Maybe we are the waves curata da Saul Marcadent nel 2015. Nel giugno 2017 partecipa alla fondazione dell’associazione C.AR.ME (Centro Arti Multiculturale Etnosociale). C.AR.ME è un centro in cui diverse discipline visuali, teatrali, performative, sociali e antropiche trovano spazio all’interno del Carmine, storico quartiere di Brescia.

Sia nel 2019 che nel 2020 riceve una menzione dalla giuria nella sezione Fotografia del Combat Prize. Nel 2020 partecipa alla collettiva Gesto Zero. Istantanee 2020, mostra itinerante tra Brescia (Museo S. Giulia), Cremona (Museo del Violino) e Bergamo (Ex chiesa di santa Maria Maddalena). Si tratta di un progetto che unisce settanta artisti tra le città più colpite dal Covid-19, nato da un’idea di M. Donzelli e curato da M. Galbiati insieme ad ACME Art Lab, I. Bignotti e G.Fasol, con la collaborazione di A. Marchetti Lamera. Sempre del 2020 è la personale a cura di M. Cortese Le antenne di Tangeri guardano il mare dedicata all’omonimo progetto fotografico e presentata nello spazio Bunkervik a Brescia.

Opere di Monica Carrera

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